Si scrive olio di palma, si legge grassi saturi: piccola guida sull’olio più discusso del momento.

È ritornato! Per un certo periodo non se n’è  più parlato, ma adesso è salito nuovamente alla ribalta, diventando il cattivone nelle pubblicità di ogni prodotto alimentare:  è l’olio di palma. Usato da tanti fino a poco tempo fa e oggi rinnegato da tantissimi produttori, soprattutto di dolciumi, che ne prendono largamente le distanze perché l’opinione pubblica l’ha etichettato come prodotto dannosissimo.

A questo punto, come comportarci? Dobbiamo preoccuparci ed evitarlo come la peste? Facciamo un po’ di chiarezza!

Che cos’è: 

L’olio di palma è un grasso che chiamiamo olio ma a temperatura ambiente si presenta solido e ha un bel colore rosso; tuttavia, dopo la lavorazione, i carotenoidi responsabili della colorazione vengono estratti e l’olio diventa bianco.

È molto usato nell’industria alimentare poiché conferisce friabilità e croccantezza agli alimenti, non si deteriora con facilità, ma soprattutto ha avuto il grande merito di sostituire l’utilizzo di acidi grassi idrogenati con il loro carico di grassi trans dannosi per la salute.

Qual è il vero problema dell’olio di palma?

Negli ultimi anni l’olio di palma è stato accusato di essere altamente nocivo per la salute del sistema cardiocircolatorio e  anche cancerogeno: naturale che tutti i produttori di alimenti industriali si siano affrettati a dirci che non lo utilizzano affatto (anche se molti in realtà non lo utilizzavano nemmeno prima!)

Il vero problema dell’olio di palma è semplicemente uno: ha un alto contenuto di acidi grassi saturi. La seguente tabella, tratta da un documento riportante il parere dell’Istituto Superiore di Sanità rivolto al Ministero Della Salute, riporta le composizioni dei principali oli alimentari utilizzati in Italia.tabella-olio-di-palma

In rosso ho evidenziato il contenuto percentuale di acidi grassi saturi, di acido oleico, e di acido linoleico nell’olio di palma e nell’olio di oliva: vediamoli nel dettaglio.

Si vede subito che il contenuto di acidi grassi saturi nell’olio di palma è quasi doppio rispetto all’olio di oliva e questi sì che sono ritenuti dannosi per la salute; il loro apporto quotidiano dovrebbe infatti attestarsi sul  10% dell’energia totale del cibo e un loro consumo smodato è collegato ad alterazioni negative del profilo lipidico che favoriscono l’insorgenza di patologie cardiocircolatorie, infarto e malattia coronarica.

Per quanto riguarda l’acido oleico possiamo dire che nell’olio di palma ce n’è in abbondanza, ed è un bene perchè l’acido oleico è uno dei grassi migliori che possiamo ingerire (acido oleico= buona parte del valore protettivo della dieta mediterranea, per intenderci).

Infine l’acido linoleico: è un precursore dell’acido arachidonico, una molecola pro-infiammatoria (quindi potenzialmente dannosa) sulla quale ci sarebbe molto da discutere ma in questa sede ci limitiamo a notare che le percentuali sono simili nei due oli e anzi, l’olio di palma ne contiene un po’ meno.

Tirando le somme, stando alla tabella di cui sopra, sembrerebbe che l’unico problema sia l’alta percentuale di acidi grassi saturi e che quindi basterebbe ridurli per non avere problemi; qualcuno però potrebbe dire: “sì va bene, esistono però delle ricerche condotte in vivo, dove cioè qualcuno ha mangiato davvero dell’olio di palma?” esistono, certo. Ne presento uno:

Sun e collaboratori, nel 2015, hanno realizzato uno studio dove hanno riportato e analizzato 30 trial clinici dove l’olio di palma viene utilizzato al posto di oli vegetali ricchi in acidi grassi polinsaturi, di oli vegetali ricchi in acidi grassi trans e di oli animali. I risultati indicano che nell’uso dell’olio di palma in sostituzione degli oli vegetali ricchi in acidi grassi polinsaturi si assiste ad un aumento del colesterolo totale e delle LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) ma anche delle HDL (il famoso colesterolo buono); in sostanza si tratta di un risultato variabile con lati negativi (l’alzamento dei primi due valori) e positivi. Quando invece, l’olio di palma viene utilizzato in sostituzione di oli vegetali ricchi in acidi grassi trans si assiste ad un netto miglioramento del profilo delle HDL; infine, confrontando l’utilizzo di olio di palma in sostituzione di grassi animali non si notano differenze nel profilo lipidico.

In conclusione, l’olio di palma fa male?

L’olio di palma non è la fonte migliore di acidi grassi da includere nella vostra dieta, che rimane sempre l’olio extravergine di oliva (leggi i miei consigli per scegliere un olio di qualità!) ma non contiene nessuna sostanza “velenosa” e non è certo la fine del mondo se mangiate saltuariamente qualche prodotto che lo contiene, come ad esempio le merendine preconfezionate che spesso si mangiano a colazione (cosa che andrebbe comunque evitata e ti spiego il motivo nel mio articolo su come fare una buona colazione). Se vi imbattete in un prodotto che contiene olio di palma pensate solo che mangiandolo introdurreste più acidi grassi saturi rispetto al necessario.

Per chi volesse documentarsi e saperne di più allego il link del documento dell’Istituto Superiore di Sanità

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2481_allegato.pdf

E il link alla pagina dell’AIRC che, secondo il mio parere, ha trattato l’argomento in modo semplice e completo

http://www.airc.it/cancro/disinformazione/olio-di-palma-cancerogeno/

Scrivetemi nei commenti cosa ne pensate voi. Per esempio, la scritta “biscotti senza olio di palma” che ormai troviamo in quasi tutte le confezioni, incide nelle vostre scelte d’acquisto?

5 pensieri riguardo “Si scrive olio di palma, si legge grassi saturi: piccola guida sull’olio più discusso del momento.

  1. Ormai viviamo nel mondo della diffidenza…il che per certi versi è un bene….per altri versi è una diffidenza dettata dal fatto che si ignorano parecchie, troppe cose ! Tempo fa è stato sollevato un polverone rispetto ai veri olii extravergini di oliva….che di tutto questo nome non avevano proprio niente poi andandoli ad analizzare. Quindi vorrei chiederti se davvero possiamo fidarci degli olii e.v. di oliva che troviamo nei supermercati …come facciamo a riconoscere un buon olio e.v.?perchè scegliere uno rispetto a un altro? E poi cosa va a spiegare nello specifico il nome che portano? Sarebbe interessante un articolo approfondimento in questo senso. Grazie

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    1. Cara Marina, ti ringrazio per la domanda, mi fa molto piacere che tu mi abbia chiesto approfondimenti.
      L’olio extravergine di oliva è una delle migliori fonti di grassi che possiamo avere, infatti come sappiamo è componente fondamentale nella famosa dieta mediterranea.
      Purtroppo, come giustamente dici tu, c’è da stare un po’ attenti quando lo compriamo.
      Direi che un argomento così importante merita (e necessita!) un approfondimento accurato, perciò mi metto subito al lavoro e colgo il tuo suggerimento per scrivere un articolo su questo!
      Cari saluti
      Stefano

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