Il miglior olio d’oliva: 10 consigli per sceglierlo di qualità

Recentemente ho pubblicato un articolo sull’olio di palma, a seguito del quale ho ricevuto la richiesta di approfondire un argomento ad esso correlato: l’olio d’oliva.

In particolare mi è stato chiesto: cosa possiamo fare per essere sicuri di acquistare un vero prodotto extravergine e magari anche italiano?

Accetto molto volentieri di occuparmi di questo tema perché l’alimento in questione è davvero fondamentale (vuoi saperne di più? leggi la mia guida alla dieta mediterranea!)

Cos’è l’olio extra vergine di oliva:

è un olio alimentare ottenuto con la spremitura delle olive, esclusivamente mediante estrazione meccanica, caratterizzato da un’acidità massima dello 0,8%.

L’olio e.v.o. fa parte della famiglia degli oli d’oliva, all’interno della quale possiamo distinguere varie categorie, che ci vengono indicate dall’etichetta sulla bottiglia, vediamole:

  • olio extra vergine di oliva,
  • olio di oliva vergine,
  • olio di oliva composto da oli raffinati e da oli di oliva vergini,
  • olio di sansa di oliva

Cosa ci racconta l’etichetta?

Per legge, una bottiglia di olio di oliva deve riportare in etichetta alcune diciture: prima di tutto la denominazione di vendita (che abbiamo appena elencato), seguita da una dicitura che, a seconda del prodotto, può essere:

  • olio extra vergine di oliva – olio di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici;
  • olio di oliva vergine – olio di oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici;
  • olio di oliva composto da oli raffinati e da oli di oliva vergini – olio contenente esclusivamente oli di oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive; –
  • olio di sansa di oliva – olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio d’oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive

Altro elemento fondamentale nell’etichetta è la designazione dell’origine, cioè il Paese di provenienza (teniamo a mente una cosa importante: il Paese d’origine può essere comunitario o meno).

A questo, devono seguire altre indicazioni obbligatorie riguardo il produttore; sono invece facoltative altre informazioni fra le quali le indicazioni sulla spremitura a freddo, sulle caratteristiche organolettiche e sull’indicazione di acidità.

Analizziamo meglio il discorso della provenienza:

immaginiamo che tutti i produttori rispettino le leggi e il loro prodotto sia effettivamente un olio extravergine di oliva come dichiarato sull’etichetta: dobbiamo comunque stare attenti se cerchiamo un prodotto italiano!

Potrebbe, infatti, trattarsi di un blend (cioè una miscela di oli, comunitari o meno), anche se sul fronte della bottiglia ciò non dovesse essere specificato.

Per esempio: mi sono imbattuto di recente in una bottiglia di un olio extravergine d’oliva di un produttore locale e l’etichetta frontale riportava solo le parole “olio extravergine di oliva”; sul retro, invece, la provenienza degli oli era indicata genericamente come “comunitari”, quindi non necessariamente locali e nemmeno italiani.

Ecco perché bisogna prestare molta attenzione: nel caso della bottiglia di cui parlo si tratta di una marca di olio dal nome facilmente riconducibile al territorio, il che lascia immaginare che si tratti di un prodotto locale e invece non è così. È un meccanismo assolutamente legale perciò può capitare: basta leggere attentamente per evitare questo inconveniente.

Badare alla provenienza non significa soltanto fare riferimento al mercato italiano: il problema principale degli oli extravergini di oliva è costituito, infatti, dalle alterazioni derivanti da una cattiva lavorazione ma soprattutto dal “taglio” fraudolento di oli prodotti in Italia con oli importati da paesi extracomunitari, come ad esempio la Tunisia, dei quali non conosciamo il luogo e soprattutto la modalità di lavorazione. Guarda questo video per approfondire https://www.youtube.com/watch?v=H8ry17y80b4.

Facciamo un esempio pratico: poniamo che io sia un produttore fraudolento che compra olio tunisino a un prezzo bassissimo, che di extravergine non ha proprio nulla; lo uso per diluire il mio olio, imbottiglio la miscela, ci metto sopra l’etichetta con scritto olio extravergine di oliva (magari aggiungo anche italiano) e riesco venderlo a un prezzo super concorrenziale visti i minori costi di produzione.

Proviamo a tirare le somme:

come facciamo allora a essere sicuri di comprare un prodotto di qualità e non adulterato con chissà cosa?

Ecco alcuni 10 accorgimenti che possiamo adoperare:

  1. tra gli oli d’oliva scegliamone uno extravergine, che qualitativamente e organoletticamente è il migliore;
  2. cerchiamo un olio preferibilmente spremuto a freddo; la spremitura a freddo, sotto i 27°c assicura la conservazione delle proprietà chimiche e organolettiche dell’olio che a temperature più alte potrebbero alterarsi;
  3. leggiamo bene tutte le etichette e, se vogliamo comprare un prodotto nazionale, assicuriamoci che lo sia veramente (N.B.: ricorda che “italiano” non è necessariamente sinonimo di buono o di alta qualità);
  4. più informazioni sono specificate sull’etichetta più è probabile che il produttore sia interessato a creare una cultura della trasparenza: alcuni produttori indicano infatti il grado di acidità e il contenuto di perossidi, assieme ai limiti di legge previsti;
  5. scegliamolo DOP o IGP e anche “BIOLOGICO” perché queste denominazioni prevedono una stretta regolamentazione di tutti gli aspetti della produzione e quindi, almeno in teoria, garantiscono che si tratti di un prodotto controllato e sicuro;
  6. preferiamo sempre le bottiglie scure o fasciate, in questo modo possiamo essere sicuri che da l’imbottigliamento in poi l’olio non è stato deteriorato dalla luce solare.
  7. un buon olio extravergine di oliva ha un sapore leggermente amaro e piccante; molti consumatori, non conoscendo il vero sapore dell’olio, sono portati a considerarlo un difetto, tuttavia il vero sapore di un prodotto di qualità è questo;
  8. l’olio extravergine di oliva dovrebbe essere poco fluido: mettetene qualche goccia su un piatto, se si espande molto velocemente potrebbe non essere un buon olio; provate a fare un confronto con un olio molto fluido come l’olio di semi.
  9. l’odore dell’olio extravergine di oliva dovrebbe essere quello delle olive fresche e si dovrebbe anche sentire un aroma erbaceo, come di erba fresca appena tagliata;
  10. la qualità si paga: un olio extravergine di oliva di qualità non può costare pochi euro, quello è un segnale che c’è qualcosa che non va, un buon prodotto costa almeno 8 euro al litro, sotto questa cifra non ci sarebbe, infatti, nessun guadagno per il produttore.

E dal punto di vista nutrizionale?

L’olio extravergine di oliva dovrebbe essere considerato come una pietanza vera e propria piuttosto che come un condimento. Con quasi 900kcal per 100 grammi, che corrispondono a circa 100 per cucchiaio, è una fonte energetica importantissima e, come tale, è importante non abusarne e imparare a dosarlo col cucchiaio: tre cucchiaini due volte al giorno (magari nell’insalata a pranzo e a cena) sono sufficienti a fornire un buon apporto di energia e di acidi grassi.

L’olio extravergine di oliva è importantissimo anche per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e contribuisce inoltre all’abbassamento del colesterolo LDL; non a caso è proprio all’olio extravergine di oliva che sono state attribuite molte delle azioni protettive della dieta mediterranea nei confronti di malattie cardiocircolatorie.

Spero di essere stato il più esaustivo possibile, sebbene il tema sia molto vasto e la descrizione delle innumerevoli proprietà benefiche dell’e.v.o. è difficilmente riassumibile in un breve articolo. Per esempio, ricercando “extra virgin olive oil” su “Pubmed”, il più grande database della ricerca biomedica mondiale, compaiono più di 800 lavori scientifici nei quali è stato studiato il ruolo di questo fantastico alimento nella prevenzione di moltissime malattie, tra le quali molte cardiovascolari, tumorali, e neurodegenerative , a testimonianza del grande effetto sulla nostra salute.

Vi scrivo alcuni link interessanti e affidabili e vi invito come sempre a pormi delle domande o a lasciare un commento qui sotto per farmi sapere la vostra opinione!

http://www.olioofficina.it/saperi/lex/etichetta-olio-quanto-serve-sapere.htm

http://www.ilfattoalimentare.it/olio-extravergine-oliva-etichetta.html

http://www.ilfattoalimentare.it/truffa-olio-extra-vergine-antitrust-bertolli-carapelli-olio-sasso.html

http://sito.entecra.it/portale/public/documenti/etichette_olio_e_vino.pdf?lingua=IT

 

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6 pensieri riguardo “Il miglior olio d’oliva: 10 consigli per sceglierlo di qualità

  1. Grazie davvero per aver dedicato un articolo al tema degli olii e.v.o ! Ora sicuramente sarò meno ingenua al momento dell’acquisto e diffonderò il tuo articolo il più possibile di modo che tutti possano prendere le giuste precauzioni ! Buona giornata
    M.

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